Fin dalla più tenera età sono sempre stato un simpatizzante Nintendo.
Sarà stato per la magia insita nei suoi titoli o per l'immagine più rassicurante della sua mascotte, chi può dirlo: i colpi di fulmine non hanno quasi mai una spiegazione logica. Al contrario, SEGA (che in Italia si pronunciava "siga" per non dar adito a fraintendimenti) è sempre stata per me l'emblema della tamarragine di periferia, con un'immagine forse più adulta ma proprio per questo priva dell'aura di fantasia che era una prerogativa Nintendo e del suo magico mondo.
