5 motivi per i quali da piccolo odiavo la SEGA | Nino Baldan - Il Blog

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11 marzo 2015

5 motivi per i quali da piccolo odiavo la SEGA

Sonic e la SEGA, per i quali provavo odio, con la scritta ''hate''

Fin dalla più tenera età sono sempre stato un simpatizzante Nintendo.

Sarà stato per la magia insita nei suoi titoli o per l'immagine più rassicurante della sua mascotte, chi può dirlo: i colpi di fulmine non hanno quasi mai una spiegazione logica. Al contrario, SEGA (che in Italia si pronunciava "siga" per non creare imbarazzanti fraintendimenti) è sempre stata per me l'emblema della tamarragine di periferia, con un'immagine forse più adulta ma proprio per questo priva dell'aura di fantasia che era la prerogativa di Nintendo e del suo magico mondo.

Rimettendomi nei panni di un bambino, ho provato a riassumere in cinque punti la mia antipatia per la SEGA. Andiamoli a vedere:


1) SEGA = Sala giochi = delinquenza


Una tipica sala giochi degli anni 80 e 90
immagine da forum.spaziogames.it

SEGA proponeva "Out Run", "Hang On" e "Golden Axe": titoli "da duri" presenti in tutte le sale giochi. E cosa ci dicevano i nostri genitori di quei luoghi maledetti, della loro frequentazione delinquenziale e del fumo di sigaretta che i bambini erano costretti a sorbirsi? Già da tempo avevo associato l'azienda giapponese al truzzo che spadroneggiava sul motorino, alle ragazzine volgari che masticavano le Brooklyn, ai posacenere sempre pieni, ai giostrai che giocavano a biliardo e che mi squadravano ogni volta mi fossi girato verso di loro.

Nintendo al contrario offriva già nei suoi cataloghi un'immagine famigliare, protettiva, nella quale avrei voluto tuffarmi per sentirmi al sicuro da quei pericoli che ero troppo piccolo per affrontare.

immagine da nerdsrevenge.it

Osservate l'immagine qui sopra: quale bambino non avrebbe voluto essere parte di quella famiglia, con mamma e papà che gli poggiano la mano sulla spalla mentre gioca a Super Mario Bros mentre il fratello finge di partecipare (essendo le partite per un solo giocatore)?


2) Sonic mi era antipatico


Sonic, la mascotte SEGA che odiavo da bambino
immagine da vacanerd.com.br

Nato nel 1991 per sostituire Alex Kidd, Sonic mi ha sempre un'idea sbruffona ed arrogante, al contrario di Super Mario che vedevo come una mascotte benevola e paterna.
D'altronde in quegli anni Topolino mi stava ancora simpatico.


3) Jerry Calà faceva i film sporchi


Jerry Calà e Sonic durante una pubblicità SEGA della Giochi Preziosi
immagine da gamesblog.it

Jerry Calà, testimonial SEGA per l'Italia, non mi è mai andato troppo a genio: oltre ad essere protagonista di film sporchi che i miei non volevano farmi vedere, rappresentava quell'Italia provinciale e volgarotta dalla quale non mi sentivo per nulla rappresentato.

E qui mi rifaccio un po' al punto 1: io non ero come lui, e nemmeno come quelli che guardavano le sue pellicole; nella mia casa ci sarebbe stato posto solo per giochi intelligenti e per persone per bene.


4) Zenga giocava nell'Inter


Il portiere dell'Inter Walter Zenga in una pubblicità del SEGA Master System
immagine da docmanhattan.blogspot.com

Un altro personaggio che compariva nelle pubblicità della SEGA era Walter Zenga, allora in forza all'Inter, squadra che detestavo in quanto fedele ai colori rossoneri. Jerry Calà non andava bene, Zenga nemmeno… quindi Jovanotti, che faceva gli spot Nintendo, mi era simpatico? Nel suo caso fu proprio l'accostamento alla "grande N" a rendermi meno indigesta la sua figura: era il NES a fare da testimonial per lui, non il contrario.


5) C'erano troppe console


Il SEGA Mega Drive 1 e 2
immagine da arcadelife.altervista.org

Ho sempre visto con sospetto la politica hardware di SEGA: oltre al Master System (equivalente ad un NES), al Game Gear (accostabile al Game Boy) e al Mega Drive (simile al Super NES) nel giro di pochi mesi furono lanciati il MegaCD, il 32X, il Master System II e Mega Drive II, che crearono negli utenti non poca confusione.

E una ditta che riempiva gli scaffali di paccottiglia plasticosa (che un mio compagno ricco si faceva comprare per venire in classe a decantarne le lodi) creava in me non poca rabbia e fastidio.


Epilogo


La Sony Playstation originale (o Playstation One)
immagine da it.playstation.org

Successivamente crebbi, e quando nel 1995 venne lanciata la Playstation cambiai radicalmente il mio punto di vista. Il cuore continuava a battere per la Nintendo, ma si dissolse la mia avversione per la SEGA: iniziai a vederla quasi come il cugino di periferia della casa di Mario, basata su un mondo grezzo e tamarro ma comunque apprezzabile e fantasioso.

La mia antipatia si trasferì verso il nuovo gioiellino Sony e i miei compagni fighetti che parlavano di "Ridge Racer", "Toshinden" e del macchinario da 719 mila lire che gli aveva comprato il paparino.
Il mercato venne così monopolizzato da "Gran Turismo", "Tomb Raider" e i CD masterizzati; e mentre giocavo a "Super Mario 64" assistei alla triste parabola discendente del Dreamcast, l'ultima console SEGA, che cadde in disgrazia con i suoi variopinti personaggi.

L'avvento della Playstation chiuse un'epoca magica, caratterizzata dal dualismo tra Nintendo e SEGA che caratterizzò l'industria videoludica a cavallo tra gli anni '80 e '90.

E voi? Quali sono i vostri ricordi infantili associati alla SEGA?

Nino Baldan


Leggi anche:

. "Topolini, Kombattini, Bim Bum Bam": il mio libro (con prefazione del DocManhattan)

. Le cose che pensavo sui 12 personaggi di "Street Fighter II"



11 commenti:

  1. Sul punto 5 hai stra ragione! Io rimasi per anni col master system, fregandomene di tutte le altre, giocando occasionalmente al mega drive da mio cugino, fino a che non mi regalarono il super Nintendo, unica mia parentesi nintendiana (insieme al game boy che mi stava sul cazzo per via delle pile, prima di prendere quelle ricaricabili)

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    1. Io di pile per il Game Boy ne consumavo almeno 8 a settimana, ma non quanto il mio compagni di classe facoltoso fan della SEGA e possessore del Game Gear, capace di far fuori SEI BATTERIE (non alcaline) nel semplice tragitto in autobus Venezia-Marghera 😉

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  2. Beh io odiavo i loro Joypad, per qualsiasi console... erano inutili per i picchiaduro, scomodi da tenere in mano e la croce direzionale era assolutamente imprecisa persino per i platformer base tipo Alex Kidd o Sonic...

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    1. Capisco per i tre tasti.. ma dopo uscì quello a sei.
      Il Circular D-Pad di MD e Sega Saturn era superiore alla concorrenza inoltre.

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  3. Punto 2 concordo, cattivo gusto mettere JC per uno spot rivolto ai bambini

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    1. Ciao Roy e benvenuto nel Blog!

      Quello di Jerry Calà è stato un "pasticcio" che si è creato tra l'impostazione-SEGA (che voleva a tutti i costi un'immagine più "cool" per i suoi prodotti) e la visione italiana dell'epoca (che vedeva i videogiochi come giocattoli)...

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  4. https://www.youtube.com/watch?v=Fg1_jXp5CJs

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  5. Ciao io ho tutte le consolle uscite sia sega che nintendo ,ovviamente anche tutte le pley i game boy e il game gear .Un appunto in super mario per nes si poteva giocare in due perchè anche luigi era giocabile.

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    1. Ciao Marco! Sì, per Super Mario Bros hai ragione: effettivamente si poteva "giocare in due" ma alternandosi :) Dall'immagine si aveva l'impressione che i due si sfidassero in tempo reale ;)

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  6. Io detestavo la Sega solo perché non ce l'avevo a casa, quei colori accesi ed estremamente pop erano per me come la luce in fondo al tunnel a dispetto dei miei vecchi e noiosi giochi per amiga, ormai anacronistici.

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    1. Ciao Seb e benvenuto!

      Io l'Amiga l'ho conosciuta "tardi", quando "Street Fighter II" era già uscito, attraverso dei miei compagni di classe che mi invitavano a casa per giocare... Il mio "battesimo" con i videogiochi è stato con la Nintendo, e negli anni successivi ho sempre perseguito per quella strada :)

      La SEGA l'ho rivalutata solo a posteriori, complice il fatto che sono cresciuto e le "sale giochi" non mi facevano più paura :D anzi, sono un luogo di aggregazione che rimpiango :(

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