Le cose che pensavo sui 12 personaggi di ''Street Fighter II'' | Nino Baldan - Il Blog

2 giugno 2016

Le cose che pensavo sui 12 personaggi di ''Street Fighter II''

I dodici personaggi del mitico videogioco ''Street Fighter II"

Oggi parlerò più che di un videogioco da sala di una pietra miliare dell'industria videoludica, a cui ho già dedicato un trafiletto in "10 giochi arcade a caso" ma che indubbiamente merita molto, molto più spazio. Uscito nel 1991, quando avevo 7 anni e andavo in seconda elementare - "Street Fighter II" fu uno shock per noi bambini dell'epoca abituati ai giochi a 8-bit con sprite minuscoli e musiche in bassa fedeltà.

Questa volta era diverso: sullo schermo c'erano personaggi grossi e coloratissimi che si davano battaglia davanti a sfondi animati e pieni di dettagli, accompagnati da musiche incredibilmente profonde e talmente melodiche da farcele ricordare ancora oggi e, quando siamo di buon umore, anche fischiettare. Erano presenti ben 6 tasti, e con specifiche combinazioni si realizzavano mirabolanti mosse speciali che ormai erano sulla bocca di tutti, grandi e piccoli.

Non ricordo dove vidi per la prima volta il cabinato: era ovunque; qualsiasi locale, qualsiasi bar degno di rispetto ne aveva installato uno, perennemente circondato da frotte di ragazzini e pure qualche adulto. Per un lungo periodo a scuola non di parlò d'altro: c'erano rumors e leggende metropolitane su ogni personaggio, che incrementarono a dismisura quando il gioco fu convertito per i maggiori sistemi casalinghi. Per non parlare della pronuncia dei nomi, spesso storpiati dal passaparola o semplicemente letti di fretta mentre qualcun altro giocava. Ma vediamo insieme i 12 combattenti del gioco con annessi vaneggi e dicerie in voga nei primi, mitici anni '90.


Ryu


Ryu nel suo stage di ''Street Fighter II''
immagine da nerdemia.com

Corresponsabile, insieme a Goku e Tsubasa Oozora (Holly di "Holly e Benji") di un trauma psicologico che ancor oggi fatico a scrollarmi di dosso, Ryu era il protagonista assoluto, l'eroe senza macchia, quello che tutti avremmo voluto essere.

Mentre il 99% degli italiani fu d'accordo nel chiamarlo "Rìu", per alcuni anglofoni il personaggio divenne "Ràiu". L'unica persona che nella mia vita ho sentito pronunciarlo "Riù" era la conduttrice di un gioco telefonico che andava in onda su un'emittente locale, del quale parlerò un'altra volta. Le sue mosse, accompagnate da una sintesi vocale alquanto grezza e metallica, venivano storpiate da ogni bambino: "hadoken" suonava più come "hadUKen", "shoryuken" era diventato "orriùken" (sebbene i più grezzi utilizzassero questo nome per indicare entrambe le mosse, soprattutto in dialetto), mentre "tatsumaki senpukyaku":
1) era semplicemente chiamato "calcio rotante";
2) dava vita a "attackensplugen", "hakukenkuken" e ad altri nonsense fonetici.

Ogni volta in cui Ryu vinceva, appariva sullo schermo la fatidica frase "you must defeat Sheng Long to stand a chance". Arrivammo tutti a chiederci di chi stesse parlando: l'ipotesi più in voga era che fosse il suo maestro, che secondo alcuni sarebbe stato sbloccabile se si fossero soddisfatte alcune - non precisate - condizioni.

In realtà si trattò di un errore di traduzione in quanto gli ideogrammi "sho ryu" ("drago nascente") furono letti... in cinese anziché in giapponese. La versione di "Street Fighter II" per Super Nintendo corresse "Sheng Long" con "my dragon punch", ma nel manuale di istruzioni quel nome rimase per indicare... il fantomatico maestro di Ryu e Ken.

Libretto di istruzioni di "Street Fighter II'' per SNES dove si legge Sheng Long

Quando le leggende metropolitane sono così diffuse da venir ufficialmente accettate.



Ken


Ken nel suo stage di ''Street Fighter II''
immagine da nerdemia.com

Il "gemello cattivo" di Ryu, con il quale condivideva l'intero parco mosse ma si differenziava per nazionalità (uno giapponese, l'altro statunitense), era di solito usato da chi non amava conformarsi pur non uscendo troppo dal seminato. 

Passavamo ore ad immaginare chissà quali storie, quali rivalità ci fossero state tra i due atleti, ma la versione più gettonata parlava di un'integerrimità morale di Ryu - rimasto in Giappone ad allenarsi - contrapposta alla fame di denaro di Ken - tornato negli Usa per fare la bella vita -
Capcom fu successivamente costretta ad aggiungere al karateka il cognome "Masters" - si dice - per evitare confusione con l'omonimo fidanzato di Barbie.



Chun-Li


Chin Li nel suo stage di ''Street Fighter II''
immagine da nerdemia.com

Uno dei nostri primi sogni erotici, Chun-Li era bramata da tutti i ragazzini per il semplice motivo di essere l'unica femmina del roster.
Qualcuno nella mia classe diffuse la voce che la cinesina sotto il vestito sarebbe stata senza mutandine, cosa che ci spinse a fissare ogni pixel dello sprite per capire se fosse vero, accompagnati da una nuova ed inedita sensazione fisica - specialmente quando Chun-Li si capovolgeva per effettuare il suo calcio rotante.

Nell'epoca in cui Y0up0rn non era ancora alla portata di ogni ragazzino, era così che cercavamo di sfogare le nostre prime curiosità erotiche.



Guile


Guile affronta Ken nel suo stage di ''Street Fighter II''
immagine da games.it

Qui la pronuncia corretta l'avevamo azzeccata tutti, tranne la già citata conduttrice dello show telefonico che si ostinava a chiamarlo "Guìl". Se "Street Fighter II" fosse stato programmato in America, Guile ne sarebbe stato l'ideale e imprescindibile protagonista; e ciò accadde quando nel 1994 uscì film, con il ruolo del soldato affidato nientemeno che a Jean-Claude Van Damme.

Ma per noi bambini questo personaggio era così incolore da non farcelo quasi mai selezionare; eravamo già avvezzi alla cultura nipponica grazie ad anime e altri videogiochi che ci fecero preferire la disciplina e la correttezza del karateka in kimono bianco alla figaggine aggressiva del soldato con la cresta.



Dhalsim


Dhalsim nel suo stage di ''Street Fighter II''
immagine da nerdemia.com

Questo lottatore indiano mi incuteva timore: sarà stato per la sua magrezza, per la sua testa calva o per i teschi (di bambini?) appesi sul collo; fatto sta che era il più selezionato dai neofiti grazie ai suoi arti allungabili, che permettevano di colpire gli avversari a distanza facendo durare un gettone per più tempo rispetto ai due round del primo incontro.
Per tutti "Dalshim", tranne che per un mio compagno di catechismo che si ostinava a chiamarlo "Dashlim".



E. Honda


E. Honda nel suo stage di ''Street Fighter II''
immagine da nerdemia.com

A cosa si riferisse quella "E", inspiegabilmente, lo sapevamo tutti: "Edmond". Honda era il "grasso" di "Street Fighter", e spesso si utilizzava il suo nome per irridere i nostri compagni in sovrappeso. La sua tecnica delle mille mani, eseguita semplicemente con la pressione ripetuta del pugno, gli permetteva alla pari di Dhalsim di essere selezionato anche dai più inesperti, donando loro la soddisfazione di saper eseguire una mossa nel gioco del momento.

La vasca alle sue spalle mi ha sempre involontariamente portato a dipingerlo come un pigrone, avvezzo a mangiare e stare in ammollo tutto il giorno. Probabilmente fu colpa di quando lessi male la sua scheda pubblicata da una rivista, confondendo "odia: l'indecisione" con "odia: l'indigestione". Che per lo meno aspettasse tre ore prima di fare il bagno.



Blanka


Blanka nel suo stage di ''Street Fighter II''
immagine da nerdemia.com

Il suo aspetto bestiale e il capello lungo mi hanno sempre portato ad accostarlo al wrestler Ultimate Warrior. Oltre al fatto di poter fare la "scossa" continuando a premere il tasto del pugno (e ciò lo rendeva simile ad Honda, e quindi appetibile agli inesperti), di Blanka ricorderò sempre il fatto di non essere stato presente nella versione per Amiga di un mio amico. Nei quattro floppy disk in cui titolo era suddiviso, il personaggio era sostituito da un quadrato che si muoveva sullo schermo.

Sarà stata colpa del disco smagnetizzato o di un errore di copiatura (dato il supporto diversamente originale), ma il ragazzino continuava a ripetermi che la colpa sarebbe stata di "un virus".
Anzi, che Blanka ERA "un virus".



Zangief


Zangief nel suo stage di ''Street Fighter II''
immagine da nerdemia.com

L'ultimo dei personaggi canonici era l'uomo che nessuno sceglieva mai: questo per l'estrema difficoltà nell'eseguire le sue mosse - che nessun ragazzino conosceva. Inoltre, nessuna delle sue manovre era accompagnata da fulmini, fuoco, o altri effetti speciali, e ciò lo rendeva estremamente noioso anche da affrontare.
Tutti lo pronunciavamo "zànjif", sebbene la sua pronuncia "ufficiale" fosse "zanghiéf". 


Una volta sconfitti tutti i personaggi standard, sarebbe stata la volta dei quattro "boss finali", dei quali, per la mia scarsa abilità nel gioco, ignoravo completamente l'esistenza. Non erano ancora i tempi della "Champion Edition", a partire dalla quale anche questi figuri sarebbero stato selezionabili fin dall'inizio. No: nel primo "Street Fighter II" la schermata di selezione dei personaggi era semplicemente questa.

Gli otto personaggi selezionabili nel primo ''Street Fighter II''
immagine da tgmonline.gamesvillage.it

In un caldo pomeriggio pomeriggio estivo che rimarrà per sempre nella mia memoria, mentre mi aggiravo nella sala giochi del Gran Viale del Lido di Venezia, rivolsi casualmente lo sguardo al cabinato di "Street Fighter II" e non potei credere ai miei occhi: un ragazzo stava giocando e sullo schermo erano presenti uno sfondo ed un personaggio inediti.
Rimasi a bocca aperta e decisi che non mi sarei spostato di lì per nulla al mondo.



Balrog


Balrog nel suo stage di ''Street Fighter II''
immagine da nerdemia.com

Quello che avevo visto era Balrog, un corpulento pugile che lottava in uno stage ambientato a Las Vegas in un tripudio di auto, ballerine e insegne al neon. Forse non tutti sanno che il suo nome originale nella versione giapponese fosse M. Bison (per fare il verso a Mike Tyson, dal quale prendeva chiaramente ispirazione). C'è chi sostiene che il cambiamento nella versione occidentale fosse dovuto dalla paura di infrangere qualche copyright legato al boxeur afroamericano, ma "Balrog" a me evocava indubbiamente l'America: Bal Rog = Balla il Rock.



Vega


Vega nel suo stage di ''Street Fighter II''
immagine da nerdemia.com

Il secondo boss del gioco era Vega, un agilissimo spagnolo mascherato e dotato di artiglio, che si avvaleva della rete sullo sfondo per arrampicarsi e lanciarsi verso l'avversario.
Nella versione originale, Balrog era lui, ma in occidente fu sfruttata l'assonanza Vega-Spagna per ribattezzarlo (nemmeno troppo forzatamente). 

Agli occhi di noi ragazzini, Vega era indiscutibilmente gay, ma nonostante il concetto di politically correct non fosse ancora insediato nella nostra società e "omosessuale" fosse ancora un'offesa (almeno tra i ragazzini), ne avevamo rispetto e timore; forse per quell'aura di mistero legata al non poterlo vedere se non dopo una lunghissima serie di avversari.



Sagat


Sagat nel suo stage di ''Street Fighter II''
immagine da nerdemia.com

L'unico "boss" di "Street Fighter II" a non aver subito la girandola di nomi, Sagat era immensamente alto e potente; la statua tailandese alle sue spalle aggiungeva ulteriore fascino a un personaggio che mi veniva in mente ogni volta che i miei genitori menzionavano il quasi omonimo ex Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.

Per inciso, nessuno di noi aveva la più pallida idea di che cosa fosse la Tailandia, e neppure se esistesse davvero: personalmente la immaginavo come un luogo esotico e fittizio, inventato dai programmatori per dare una patria ai due ultimi combattenti del gioco.



M. Bison


M. Bison nel suo stage di ''Street Fighter II''
immagine da nerdemia.com

E in Tailandia lottava pure "Mister Bìson", boss finale del gioco conosciuto in Giappone  come Vega (in riferimento all'omonima stella). Di lui avevamo tutti paura, in particolare quando si lanciava improvvisamente all'indirizzo dell'avversario circondato da un'aura azzurra. "Mister Bìson" aveva assunto lo status di mito, visto che praticamente nessuno (me compreso) era mai riuscito a scontrarlo. Ogni tanto in sala giochi si sentiva gridare "ehi, qualcuno è arrivato a Mister Bìson!" e tutti a correre verso lo schermo, parlottando e causando al giocatore uno stress da finale dei mondiali.

Parafrasando un celebre slogan: ma che ne sanno i ragazzini di oggi di "Mister Bìson".

Nino Baldan


Vuoi leggere altri ricordi infantili nello stesso stile? Ordina o scarica
. "Topolini, Kombattini, Bim Bum Bam": il mio libro (con prefazione del DocManhattan)



Leggi anche:

5 motivi per cui da piccolo odiavo la SEGA

Memorie dalla sala giochi: 10 videogiochi arcade anni '80 e '90 (prima puntata)

10 giochi a caso per Super Nintendo (memorie a 16-bit)


Altri post sulla sala giochi

Tutti i post sui videogiochi

27 commenti:

  1. Ah ah grande carrellata!
    A quelli della mia generazione ('76) non dispiaceva usare Guile.
    Pazzesco: anche tu hai visto la trasmissione in cui si poteva giocare a Street Fighter dal telefono!

    RispondiElimina
    Risposte

    1. E le ore passate a vedere la gente giocare :D
      Non c’era davvero niente di meglio da fare a quei tempi :D

      Elimina
  2. Che poi tra l'altro lo abbiamo sempre chiamato Mister Bison quando invece è sempre stato M. Bison... E non Mr. Bison! Magari se chiama Michele 😂

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Salti fuori chi fu il primo a inventare e diffondere tra noi ragazzini il nome “MISTER Bison” :D
      Poi sì...si chiamava davvero Michele (Mike), in quanto in Giappone è il nome originale del pugile (“Balrog” per noi), chiaro parodia/omaggio a Mike Tyson :D :D

      Elimina
  3. Io (sono del 77) usavo sempre guile...:) Questione di generazione...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Conosco anche io persone che lo utilizzavano...al sottoscritto ahimè è sempre risultato scomodo per via di quell’lindietro-avanti-pugno” che spesso e volentieri mi faceva perdere il controllo del personaggio :)

      Elimina
  4. Su Bal Rog sono morto! XD
    Comunque, oggi Shen Long è un personaggio reale di SF :)
    Chun Li ha fatto impazzire un po' tutti^^

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Su Bal Rog true story :) era uno dei meccanismi mentali per ricordarsi nomi astrusi e particolari, come si faceva a scuola :D
      Per quanto riguarda Shen Long: sì ho sentito...mentre su Chun Li...eravamo ragazzini, in pieno sviluppo ormonale...e non è che avessimo avuto tanta scelta: fino all’arrivo di Cammy, la cinesina era l’unica femmina della serie :)

      Elimina
  5. Beh no, di sheng long pensarono di farci un personaggio negli anni 90, ma ad oggi non è ancora uscito nulla, ne uscirà credo, comunque sono morto dalle risate al pensiero che ci sono degli aneddoti in questo post che penso uguali uguali

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Bronson27 e benvenuto su queste pagine!

      Sheng Long fu effettivamente menzionato (per ben quattro volte) nel gioco "Street Fighter: The Movie" del 1995, come fratello di Akuma e maestro di Ryu e Ken.

      Capcom, inaspettatamente, approvò il progetto di inserirlo come personaggio giocabile: avrebbe avuto lunghi capelli bianchi, baffi alla fu-manchu, una benda nera sugli occhi e un braccio con gli artigli di drago. Luis Mangubat, artista del team di sviluppo, arrivò addirittura a posare con le sue sembianze.
      Ma Sheng Long venne tagliato dal gioco finale per motivi di tempo.

      Beh, quelli erano gli aneddoti che giravano all'epoca su "Street Fighter II", e penso che accomunino un po' tutta Italia :) Se tu fossi a conoscenza di altri che non ho incluso, non esitare a condividerli!

      Elimina
    2. Ciao hai mica un immagine di questo Luis che ha posato vestito da Sheng Long? Mi è nuova sta cosa

      Elimina
  6. Hahah che ricordi, io mi impersonavo in Ryu! :D quante battaglie con mio fratello.
    Mio cugino del 77 giu di li, non andava intusiasta di SF2 pero usava Guile... forse voi tutti 77eini eravate reduci di NAM, POW , Contra e compagnia bella xD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Interessante analisi: i più "stagionati" sarebbero più legati all'ambiente "militare", mentre quelli nati successivamente avrebbero apprezzato di più il tema "marziale/giapponese" :)
      Immagino che la fascia d'età ancora precedente, cresciuta a pane e film Bruce Lee, avrebbe invece selezionato Fei Long, introdotto a partire da "Super Street Fighter II". ;)

      Anch'io (1983) utilizzavo Ryu, ma ho sempre considerato Guile il "numero tre" della combriccola, DOPO Ken e PRIMA di Chun Li :D

      Elimina
  7. Bellissima e interessante analisi rivolta ai personaggi di Street Fighter II.
    La prima volta che giocai al videogioco in questione avvenne in un cabinato all'età di dieci anni. Scelsi Ryu (storpiato in "Rio" volutamente per anni) e Zangief mi massacrò di botte dinanzi a tanti ragazzini alle mia spalle visto che dovetti mettermi in "fila." A tal proposito, dopo aver inserito il gettone e scelto Ryu un bambino esclamò le seguenti parole: cazzo hai fatto! Quello non vale niente!
    Beh, si vede che ero stato colpito subitissimo dalla Sindrome Ryu, dalla quale ho letto l'altro articolo e che condivido appieno. Sono rimasto Il ragazzo dal Kimono... bianco. :D
    Se ben ricordi al cabinato nonostante i Game Over se inserivi il gettone in tempo potevi continuare il gioco scegliendo un personaggio a piacere. Per questo mi trovai già ad un livello avanzato e di conseguenza la mia prima volta è stata col terribile Zangief. (oh, intendo videoludicamente :D)
    L'anno dopo passai interi pomeriggi a giocare a Street Fighter II a casa di un mio compagno di scuola avente Super Nintendo e relativa cartuccia. E a furia di giocare, giocare, giocare il mio lottatore preferito divenne Guile per via della musichetta di sottofondo decisamente intrigante (forse il miglior motivetto di tutti gli stage) e per via che già da piccolo aspiravo ad una carriera militare, infatti, a undici anni giocavo ancora con i soldatini, a molti games per Amiga dove impersonavo militari o marine spaziali e per di più amavo i film di guerra e di azione dal contesto bellico. (Delta Force e i tre Rambo in primis)
    La mossa GIRAVOLTA di Guile la ritenevo micidiale anche dal punto di vista visivo, tant'è che provavo invidia e fantasticavo di poterla imparare al fine di stendere un bulletto delle medie (non della mia classe) che mi rompeva le palle durante le medie ogni qualvolta uscivo dalla scuola.
    Ovviamente non imparai tale mosse ma a quel bulletto del kaiser stesi lo stesso per ben due volte in due giorni diversi, la prima volta con un Hadoken (senza sfera ovviamente) e la seconda con un pugno alla Balrog. (dovevo essere Peso Microbo, sapessi quanto ero magro però agile)
    In seguito il tizio tornò alla carica ma non da solo, chiese manforte di un simil "Honda" (il suo compagno di banco) che mi riempii di "manate."
    Che tempi.
    Sono classe 1984 e ti giuro sulla Capocom che Street Fighter II sotto sotto aveva ed ha influenzato la mia vita. Ci sarebbero migliaia di aneddoti da raccontare ma mi fermo qui.
    Complimenti ancora per questo post, ottimo davvero, tra l'altro ironico e nostalgico quanto basta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Hiroshi84, benvenuto e grazie :)

      Io sono dell'83 e ti dò pienamente ragione, "Street Fighter II" ha - nel bene e nel male - influenzato la nostra generazione: sia dal punto di vista musicale (anch'io ADORAVO la musica dello stage di Guile) che da quello videoludico che da quello strettamente personale.

      Molte cose "non si sapevano" ma "si immaginavano": nascevano storie, racconti e leggende sui vari personaggi... un argomento che ci accomunava un po' tutti, con la sala giochi eletta a luogo mitico di interazione sociale: c'erano gli "scarsi", i "tamarri", gli "espertonI", ognuno con le sue frasi, il suo atteggiamento, il suo inconfondibile modo di giocare...

      Cosa ricorderanno tra venti/trent'anni i ragazzini d'oggi?... Mi vengono i brividi solo a pensarci...

      Elimina
  8. Nino Baldan, grazie per la tua risposta. L'ho gradita molto.
    Penso che appartenevo alla cerchia "freeman" (no, Half Life non c'entra) ovverosia giocavo solo per divertirmi senza competizione e spessissimo fantasticavo. Ovvio che battere il mio compagno di scuola col Super Nintendo con giochi VS mi sganciava soddisfazione. Ammetto che lui era più bravo, ci spendeva moltissime ore, io invece solo quelle ore di quando andavo a trovarlo e non capitava spessissimo.
    Hai mai provato a rompere una macchina a mani nude? Io l'ho fatto, con la Diana di mio zio abbandonata in campagna in quanto da "buttare". Quanti calci e pugni. I vetri li rompevo con i sassi però. :D
    Lo stage di Guile è diventato una sorta di meme musicale, basta vedere in giro. :-)
    Guile a molti sta sulle scatole (a me no!) E ci sta visto che in certi stage finisce sopra di esse e per di più rompendole non prima di un bel volo. Vabbè, anche con gli altri lottatori è possibile.
    I ragazzi di oggi cosa ricorderanno videoludicamente? Non credo che i games di oggi lasciano e lasceranno impronte, possono essere accattivanti e realistici ma i giochi di una volta rimangono e rimarranno ineguagliabili anche per via del nostro stile di vita che avevamo allora. I videogiochi ci entravano nel sangue, non per questo molti di essi ci sono rimasti nel cuore.
    Gelato e partita a Street Fighter II al cabinato oppure scuola, casa, Street Fighter II o altri giochi ed infine compiti. (MAI IL CONTRARIO) Beh, compiti, io ci provavo a farli, a casa avevo l'Amiga 500. Mi ricordo che mentre ripassavo materie come Storia o Geografia SEMPRE mi veniva una voglia matta di accendere l'amica Amiga, la stessa voglia matta di quando desideri fare l'amore...
    Che tempi e che ricordi!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prego, Hiroshi84, figurati: è sempre un piacere dialogare con un "nostalgico" come te :)

      A mio avviso, il "problema" dei videogiochi di oggi sta proprio nel realismo: tutto è già rappresentato sullo schermo senza spazio per i dubbi, per le teorie, per la fantasia...
      Ai nostri tempi "immaginavamo" di più, e senza Youtube o Wikipedia a darci SEMPRE la risposta alle nostre domande passavamo TANTO tempo a fantasticare... :)

      Quante volte siamo stati davanti alle scatole dei videogiochi (che all'epoca si vendevano nei negozi DI ELETTRONICA o in quelli DI GIOCATTOLI) chiedendoci come sarebbe stato un titolo solo basandoci sulla copertina? Poi c'era sempre l'amico che ci raccontava leggende sul "cugino", sul "vicino" o sul "compagno di catechismo" che avevano "Street Fighter 3", o che erano riusciti a sbloccare questo o quel personaggio... :D

      Anch'io, mentre studiavo, provavo la STESSA voglia matta di giocare :) e la sua intensità era spesso superiore alla gioia che avvertivo giocando :D
      P.S.: neppure io ero un "competitivo" ;)

      Elimina
  9. Se volete divertirvi ancora fantasticando sul tema cercate su yt il film a puntate (tradotto anche in italiano) "Street Fighter years later"...o qualcosa del genere.
    Io lo trovo spassosissimo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille per la segnalazione! :)
      Magari ci farò un post come ho fatto per "Super Botte & Bamba II Turbo", la parodia di "Street Fighter II" con i personaggi della TV :D

      Elimina
  10. Su questo gioco, mi ritrovo con dei ricordi simili ai tuoi, soprattutto sulla pronuncia di lottatori e mosse.
    Ho conosciuto Street Fighter 2 in modo inaspettato, nel 1991, in una sala giochi che frequentavo spesso. In breve tempo, si formavano file che riuscivano a superare quelle che aveva Double Dragon negli anni precedenti.
    Come avevi detto nel post, i novellini prendevano spesso Honda o Dhalsim, ma poi ho notato che ci si spostava quasi tutti su Chun-Li, con cui si poteva finire il gioco più facilmente rispetto ad altri personaggi. Oltre alla tecnica dei mille calci, la sua velocità permetteva di avvicinarsi facilmente all'avversario e praticargli la sua presa (simile alla boss man slam), con cui si andava avanti ad oltranza.
    Io la prendevo poco, avevo la tendenza a non scegliere ciò che veniva scelto da tutti (tipo il Brasile nei giochi di calcio) e spaziavo con tutti gli altri giocatori. Vincevo facile con Blanka, perchè aveva un suo pattern che andava bene contro tutti (calcio medio volante + pugno medio che gli faceva dare una testata e stordiva l'avversario).
    Ho avuto anche io la versione diversamente originale per Amiga, ma Blanka si vedeva bene. In compenso, il personaggio quadrettato era Sagat. Essendo un gioco formato da 4 floppy, c'era una trafila di scambio dischetti tra un incontro e l'altro, che però riuscivo a sopportare pur di giocare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao SychoKid!
      Ammetto che Chun-Li non l'ho mai usata, anzi, tra quelli che conoscevo non la sceglieva NESSUNO, probabilmente per la paura del giudizio degli altri: "ti scegli una femmina, allora sei gay"...i bambini se vogliono sanno essere MOLTO cattivi :(

      Su Amiga ricordo anch'io i caricamenti ASSURDI tra un incontro e l'altro, come non posso dimenticare la presenza di un solo tasto ("FUOCO") per eseguire tutte le mosse...
      Anzi, a distanza di anni mi chiedo ancora se fosse esistito un pad "speciale" con più di un bottone o se fosse stata una prerogativa input dello stesso hardware :)

      Elimina
  11. Ricordo ancora che qualche anno fa tirai fuori la storia dell'attackensplugen su Facebook e qualcuno ci fece pure un meme... 😂

    RispondiElimina
    Risposte
    1. GIURO che non l'avevo visto :D

      "AttackenSPLUGEN" ci venne in mente perché in quegli anni andava uno spot che diceva "splu splu splu, svita la voglia di Splugen" :D
      Già la qualità dei campionamenti era bassa, figuriamoci se ci mettevamo anche la nostra fantasia di bambini :)

      Elimina
  12. Nella mia sala giochi i nomi globalmente accettati erano Aduken, Furiuken e Appolpettuken. XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "ADUKEN" lo pronunciavamo TUTTI così, e difatti mi sono sorpreso quando ho saputo che si dicesse "HadOken"... :)
      "Furiuken" e "Appolpettuken" mi suonano del tutto nuovi (e il secondo è a dir poco esilarante) XD

      Elimina
  13. In Realtà nel primo ST potevi giocare scegliendo solo RYU o KEN che erano i protagonisti e dovevi battere tutti gli altri.Però gli altri non erano Guile,Blanka ecc ma personaggi tipo Adon,Guy,Gen,Nash ecc che io vidi per la prima volta in ST zeroIII. Solo con l'avvento di internet e Wikipedia sono venuto a conoscenza di tutto ciò. Da piccolo Chun Li era un personaggio come un altro,non mi pare che mi facesse ingrifare come adesso e credo che capcom ci sta lucrando parecchio su sta cosa con aggiunta di tanti personaggi femminili super fighe e mezze nude anche senza l'acquisto di contenuti extra. Mi ricordo che in ST ex alpha per PS c'era Blair fù la prima a farmi deconcentrare dal gioco,seguita poi da Poison,Rose ecc. Cmq Chun Li resta la più iconica.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anch'io "Street Fighter I" lo scoprii a posteriori :)

      Che dire? Cresciuto con i "fasti" di "Street Fighter II" rimasi un po' deluso dal primo episodio :') ma ci giocai comunque per "ricostruzione storica", apprezzando ancor di più l'enorme lavoro compiuto da Capcom per il sequel ;)

      P.S.: nel 1991 Chun-Li era l'unico tocco di femminilità di tutto il roster, e pur non essendo super-figa o mezza-nuda un certo effetto ce lo faceva comunque!... Ma eravamo ancora dei bambini...avevamo 8, 9 anni, e la nostra era più una "passione platonica" unita a una certa "curiosità" per le sue parti del corpo ;)

      Senza dimenticare che la sentivamo a tutti gli effetti "parte del nostro mondo" :)

      Elimina