Memorie dalla sala giochi: 10 videogiochi arcade anni '80 e '90 (prima puntata) | Nino Baldan - Il Blog

8 dicembre 2015

Memorie dalla sala giochi: 10 videogiochi arcade anni '80 e '90 (prima puntata)

Cabinati di una sala giochi

Ormai quando si parla di sale giochi si intendono quei luoghi tristi, pieni di slot machine, dove anziani e disperati spendono i loro averi sperando che "questa sia la volta buona"; ma negli anni '80 e '90 era diverso: si giocava solo per il gusto di divertirsi.
Avevo già trattato l'argomento in un altro post nel quale rievocavo l'alone di trasgressione e di delinquenza insita in quei locali.

Mi sono deciso di inaugurare una nuova rubrica che riprenderà uno ad uno quei mitici cabinati che per un motivo o per l'altro hanno caratterizzato la mia giovinezza.
Questa non vuole essere una classifica, e neppure una carrellata di retro-recensioni: la mia attenzione si soffermerà sui ricordi e sugli aneddoti di una gloriosa epoca passata che, purtroppo, non tornerà più.
Siete pronti? Allacciamo le cinture che si parte!



01) Donkey Kong (1981)


Il cabinato originale di Donkey Kong in sala giochi
immagine da pinterest.de

Il mio primo ricordo legato ad un cabinato arcade risale alla mia primissima infanzia, quando mio padre mi portò d'estate in una piccola sala giochi di Transacqua (TN) succesivamente trasformata in garage.
Il suo obiettivo era di coinvolgermi nella sua passione per i flipper, ma la mia attenzione fu subito rapita da quei cassoni dotati di comandi che interagivano con ciò che appariva sullo schermo: ne scelsi uno, inserii un gettone e premetti i tasti in modo completamente casuale.

Di quale titolo si fosse trattato, sinceramente, non ne ho la più pallida idea, ma quando nel 1994 uscì la versione per Game Boy e vidi lo sfondo per Super Game Boy che ne riproduceva il cabinato, a risolvere l'arcano ci pensò un deja-vu: si trattava probabilmente di "Donkey Kong". Il primo.
Che doveva già avere qualche primavera alle spalle, visto che sono nato nel 1983 e il fatto in questione non può essersi svolto prima del 1986/1987.



2) Double Dragon (1987)


Primo livello di Double Dragon in sala giochi
immagine da gamefabrique.com

Primi anni '90: rividi a Fiera di Primiero (TN) il cabinato di "Double Dragon" che già avevo intravisto al Lido di Venezia ma al quale non avevo mai prestato attenzione.

Alla seconda occhiata, anche perché di alternative non ce n'erano, decisi finalmente di dare fiducia a questo picchiaduro a scorrimento: il macchinario era posizionato all'esterno del bar del Parco Vallombrosa, e in un momento di immotivata trasgressione pre-adolescenziale provai a cacciarci dentro una moneta da 200 lire anziché da 500 come richiesto.
Miracolo: il gioco funzionava. Avevo nelle mie tasche un bel po' di valuta, e iniziai a cimentarmi nell'avventura come se mi fossi trovato nella tranquillità della mia abitazione. Provai dapprima ad andare più avanti possibile utilizzando un solo credito, ma la tentazione di inserire una moneta dopo l'altra fu irresistibile: resi partecipe del "segreto" anche un mio coetaneo e superammo insieme l'ultimo livello; ma non sapendo che a quel punto avremmo dovuto affrontarci, facemmo scadere il tempo limite e perdemmo entrambi.

Il giorno dopo entrai nel bar, e chiesi candidamente: "scusi, mi cambia questi mille in monete da 200?", ma il gestore mi rispose "ah, ecco chi è che gioca a scrocco!". Scappai e non mi feci più rivedere per la vergogna.



03) Pac-Man (1980)


Il cabinato cocktail di Pac-Man
immagine da 101videogames.wordpress.com

Un videogioco che nella mia infanzia ho sempre considerato inutileantiquato; d'altronde, essendo nato nel 1983, non avrei potuto capire l'immediatezza e l'innovazione di questa pietra miliare del mondo videoludico.

"Pac-Man" era ovunque: sia al mare che in montagna che al luna park di Riva degli Schiavoni, presente anche nella sua versione "cocktail", ovvero con uno schermo orizzontale sotto a una lastra di vetro. Ci spesi forse un gettone/due, non di più.



04) Street Fighter II (1991)


Il cabinato arcade della sala giochi di Street Fighter II
immagine da askagamedev.tumblr.com

Come Pac-Man, anche "Street Fighter II" per un bel po' di anni fu dappertutto: non esisteva bar o sala giochi che non ne disponesse di un esemplare, che sistematicamente finiva per essere il cabinato più gettonato grazie ad una grafica colorata e a degli sprite giganteschi che fino ad allora non si erano mai visti.

Otto personaggi, ognuno con uno stile e delle mosse completamente diversi, si davano battaglia nelle varie location del mondo; senza contare i quattro boss finali - non selezionabili - che tra noi ragazzini erano stati elevati a vere e proprie leggende.
Anche perché prima di vederli in azione potevano passare intere giornate: per arrivare al tu per tu con Balrog, Vega, Sagat e M.Bison era imprescindibile battere in maniera consecutiva TUTTI gli altri combattenti.

A scuola non si parlava d'altro: mosse segrete, personaggi nascosti, fino ad arrivare al "cugino dell'amico di un compagno di classe" che era riuscito a "sbloccare" i quattro boss finali.

La "Street Fighter-mania" degenerò al punto da spingere i gestori a non installare più il videogioco originale, ma delle versioni hackerate che permettevano di cambiare personaggio, sparare bolle in aria e accompagnare ogni colpo con un hadoken: ogni volta che li vedevo in funzione ero convinto che fossero rotti, in attesa di manutenzione.
quello che pensavo sui 12 personaggi di "Street Fighter 2" ho dedicato un post apposito.



05) Mad Dog McCree (1990)


Mad Dog McCree in sala giochi

Questo laser game a tema far-west fu posizionato a Venezia nella sala giochi del luna park di Riva degli Schiavoni, e mi colpì subito, oltre che per il costo elevato di ogni partita (due gettoni da 500 lire anziché uno), per la presenza di attori in carne ed ossa che si esprimevano in un italiano talmente incerto da farmi pensare che il doppiaggio fosse realizzato dagli stessi giostrai.
Un gioco che mi è rimasto talmente impresso nella memoria da averci dedicato un intero post con esilaranti video di gameplay registrati dal sottoscritto.



06) Teenage Mutant Ninja Turtles (1989)


Teenage Mutant Ninja Turtles arcade della Konami: livello dell'incendio
immagine da retrofishta.blogspot.com

Correvano i primi anni '90 e imperversava la mania delle Tartarughe Ninja - moda alla quale neppure io ero rimasto immune.

Questo gioco targato Konami era presente sia alla sala giochi del Lido che in quella di Piazza Luigi Negrelli di Fiera di Primiero (TN), e la differenza era la seguente: se nel primo caso il cabinato era predisposto per due giocatori - con la possibilità di scegliere il personaggio da un apposito menù - nel secondo si trattava di un enorme dispositivo con quattro postazioni, dove la tartaruga selezionata dipendeva da dove ci si fosse messi a giocare (ricordo ancora l'ordine: Leonardo, Michelangelo, Donatello, Raffaello).
Inoltre, al Lido si avevano a disposizione due vite, mentre a Fiera soltanto una. Infami.

E a perdere l'intera barra di energia non ci mettevo più di 20/30 secondi, fatto per cui ogni partita si trasformava per me in un'angosciante bagno di sudore, durante il quale pestavo i tasti come un forsennato finché il credito non si esauriva - e sempre all'inizio del primo livello, quello dell'incendio.
Ricordo che per evitare il "già finito??" di mio nonno rimanevo a fingere di giocare per altri due o tre minuti tra gli sguardi interrogativi degli altri ragazzini.

In seguito acquistai la conversione per NES... ma questa è un'altra storia.



07) Neo Turf Masters (1996)


Neo Turf Masters della SNK in sala giochi
immagine da emunova.net

Il golf secondo la SNK, e in assoluto uno dei titoli più colorati e divertenti dell'intero genere. Soprattutto perché, dopo un paio di partite di pratica, era possibile mantenere il proprio credito anche per diversi minuti, effettuando i colpi in maniera tranquilla come se si stesse comodamente seduti a casa. 

Ricordo un'interminabile partita a "Neo Turf Masters" in una sperduta osteria al confine tra Veneto e Trentino: i miei genitori dovettero strapparmi con la forza dal cabinato mentre il bus ci stava per lasciare a terra per colpa mia.



08) Tetris (1988)


Un classico. Vecchio, d'accordo, ma pur sempre un classico. E preferivo di gran lunga la versione arcade che quella per Game Boy per via della musica di sottofondo, più accattivante e adrenalinica della controparte nintendiana.

Per la cronaca, si trattava di un brano midi intitolato "Bradinsky", che solo a sentirlo rievoca nella mia mente la puzza di fumo e di gomme Brooklyn allo spearmint masticate a bocca aperta dai truzzi frequentatori delle giostre.

Bradinsky, colonna sonora di Tetris in sala giochi



09) Mortal Kombat (1992)


Mortal Kombat arcade: Sub Zero vs Scorpion
immagine da cinemassacre.com

Nella sala giochi delle giostre di Riva degli Schiavoni, un bel giorno, fu installato un cabinato che presto radunò attorno a sé decine e decine di ragazzi in visibilio, al punto da impedirmi addirittura di capire che tipo di gioco racchiudesse.
Mi feci largo e riuscii ad intravvedere degli sprite digitalizzati, dei veri e propri esseri umani che saltavano e si malmenavano in scenari dal sapore asiatico spargendo tutto intorno un esagerato quantitativo di sangue.
Ma non solo: con una combinazione di tasti era possibile terminare l'avversario attraverso delle mosse cruente, chiamate "fatality", che permettevano di estrarre al malcapitato il cuore ancora pulsante, di strappargli la testa, di bruciarlo vivo.

Quando finalmente fu il mio turno, avvertii dentro di me un senso di trauma per quello che vedevo sullo schermo rimanendone al tempo stesso colpito e affascinato: "Mortal Kombat" sostituì "Street Fighter 2" nei nostri discorsi delle elementari e quando un ragazzino arrivò in classe con la versione per Game Gear fu invidiato e venerato dall'intero istituto. Acquistai la conversione Game Boy, ma la lentezza e l'assenza di ogni forma di gore mi lasciarono a dir poco amareggiato.



10) Dungeons & Dragons: Tower of Doom (1993)


Dungeons & Dragons: Tower of Doom
immagine da youtube.com

Concludo la carrellata odierna con un titolo che più di tanti rimane ancora indelebilmente impresso nella mia memoria di gioventù.
Frequentavo le medie ed ero con i miei a Fiera di Primiero (TN); mi accorsi come il signor Achille, gestore del Bar Sport e della relativa piscina, aveva installato tre cabinati arcade in una struttura lignea dal sapore tirolese.

Entrai e fui subito colpito da questo picchiaduro a scorrimento dall'inconfondibile sapore Capcom ambientato, però, nell'universo fantasy di Dungeons & Dragons che già avevo apprezzato come gioco da tavolo.
Nonostante la lingua fosse stata inspiegabilmente settata sul giapponese, mi districai come non mai nei primi livelli, abbattei la manticora (boss del secondo stage) e giunsi alla nave dove mi accolse un'indimenticabile musica di sottofondo. Tutto con un unico gettone.

Il terzo livello (la nave) di ''Dungeons & Dragons: Tower of Doom''

Oltre a me e mio fratello, era presente tutti i giorni un bambino di nome Filippo, che nonostante la giovanissima età sfoggiava un'abilità non indifferente ad abbattere nemici e ad usare le giuste armi al momento giusto.

Diversi anni dopo, trovai su un sito la rom di "Dungeons & Dragons: Tower of Doom": misi il PC in modalità download, e dopo quattro ore di attesa (grazie, modem 56k) potei rivivere come in un sogno coboldi, scheletri e orchi direttamente a casa mia, con la stessa grafica e lo stesso sonoro che avevano allietato i pomeriggi della mia prima adolescenza.

Non colpevolizzatemi: a quei tempi non avevo altra scelta. Il gioco fu pubblicato nel 1999, solo in Giappone, per Sega Saturn, per poi sparire e riapparire quattordici anni dopo nell'eShop della Nintendo Wii.


Nino Baldan

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5 motivi per i quali da piccolo odiavo la SEGA

Quello che pensavo sui 12 personaggi di "Street Fighter II"


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12 commenti:

  1. Cha fantastica cavalcata nella nostalgia, Nino!
    Stupendo l'episodio delle 200 lire, averlo saputo ci provavo anch'io...

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    1. In alcuni cabinati da bar funzionava...bastava spingere la monetina con forza, riprovando un paio di volte finché non la accettava!
      Ma per evitare di ritrovarsi nel mezzo dell'azione senza crediti, era un'azione da compiere ripetutamente prima dell'inizio della partita ;)

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  2. Nino, oggi con un caro amico abbiamo fatto una incursione alla sala giochi in Gran VIALE AL Lido. Io personalmente pensavo avesse chiuso da tempo, invece esiste ancora. Molto spoglia, con pochi cabinati e alcuni flipper, oltre al ping pong, al biliardo ecc., ma andando un po in fondo, dietro l angolo...lo scrigno delle meraviglie...un cabinato che contiene circa mille titoli anni 80 e 90!!! Abbiamo giocato, tra gli altri, a Golden Axe e Ghost n Goblins 😍

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    1. Ci sono stato l'ultima volta due anni fa! :)

      Comunque sì... l'atmosfera è totalmente diversa da quella di un tempo: pochi cabinati, poca gente, nessuna "hype"... :(
      Oggi tutti hanno in casa una console o un pc competitivo...e le sale giochi hanno perso quel ruolo di "vetrina delle meraviglie" che avevano nella nostra infanzia e adolescenza :(

      Non ricordo la presenza del "multi-arcade" (che avevo visto l'estate scorsa a Jesolo): i miei unici gettoni li avevo spesi nel gioco di ballo :D
      Ascolterò il tuo consiglio: ci rifarò un salto e proverò anch'io l'"ebbrezza" di un tuffo nel passato :)

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  3. Grande! 😊Secondo me merita solo per quel multi, e per quel ritorno al passato, infatti il motivo che ci ha spinti a tornare in quella vecchia sala è che il mio amico pochissimi anni fa ci era andato e aveva giocato a Golden Axe (in un singolo cabinato, o almeno così ricordava). Beh, non abbiamo trovato il singolo gioco, ma appunto questa sorta di enciclopedia del videogame😊Tra l'altro ho scoperto che praticamente lo stesso catalogo enorme di giochi si puo' portare anche a casa propria mediante una console in stile vintage anch'essa, chiamata Pandora's Key o Pandora's box (e Pandora's Key 5s è anche il nome del multi presente nella sala del Lido, in pratica la stessa roba). Se per caso ti trovassi a fare una capatina anche tu lì, attento che il joystick di sinistra è un pochino duro. Ulteriore aneddoto che ho su questa storica sala in Gran Viale è legato credo al 1987 o 1988, io e lo stesso amico entrammo e fummo morbosamente attratti da un gioco violentissimo (che oggi probabilmente non sarebbe mai presente in uno spazio aperto anche ai minori) chiamato Chiller😮Un torture-game, se così si può chiamare, oltretutto da giocarsi con la pistola a infrarossi...

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    1. Di "Chiller" ricordo un video su Youtube ma non sono mai riuscito a giocarci :(

      La sala giochi del Lido resterà nella mia memoria per "Street Fighter II", "Sunset Riders", i giochi della WWF, "Teenage Mutant Ninja Turtles" e tanti altri (ricordi "Mexico 86" con il PEDALE per tirare?)... Ma quanti giochi c'erano? :'(

      Per quanto riguarda le console "vintage" sto recuperando quasi tutto su Nintendo Switch: oltre ai giochi "arcade" ci sono delle raccolte Atari e Mega Drive davvero da lacrimuccia :)
      Il valore aggiunto della console Nintendo è di poterci giocare sia sul televisore che in modalità portatile ("Golden Axe" l'ho ripreso in mano qualche settimana fa mentre di recente ho ri-finito "Final Fight" in coppia con la mia ragazza :)).

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    2. Ciao Nino! Ricordo, ricordo, México 86 è stato penso il primissimo gioco di calcio con cui mi sono cimentato in una sala giochi, c'era anche alle giostre in Riva degli Schiavoni, e mi ci divertivo tantissimo (a volte veniva preso d'assalto dai ragazzi più grandi che lo monopolizzavano per ore e non c'era verso di fare nemmeno una partitina). Il tiro col pedale, verissimo!😊 Io sono molto poco esperto, come sai, di console e roba informatica in genere, ma ai tempi andavo abbastanza spesso a divertirmi per qualche ora con i cabinati...

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  4. Nino, come commento un pp' a cavallo tra il tema vecchie sale giochi e attività veneziane scompare, ieri passando di lì ho notato che la sala giochi che si trovava nella calle che poi conduce al ponte che immette un calle lunga Santa Maria Formosa, dopo anni di abbandono è stata trasformata, insieme, credo, anche ai piani superiori dello stesso edificio, in alloggi turistici...

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    1. Ho visto purtroppo :(

      Quand'ero piccolo mi era del tutto preclusa per via delle sue "frequentazioni", di conseguenza l'ho sempre vista come un "luogo proibito" dov'era "pericoloso" anche solo mettere piede :) (Tuttavia sono riuscito ad andarci un paio di volte da "grande" per giocare a biliardo).

      Era anche per quello che amavo Fiera di Primiero: a differenza di Venezia le sale giochi mi erano permesse :) qui al massimo dovevo aspettare l'inverno per quelle delle giostre o l'estate per quella in Gran Viale :)

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    2. Ahahahah sì aveva un'aura non proprio positiva, come pure quella a Santi Apostoli. Ma non posso confermarlo nè smentirlo, avendo frequentato pochissimo quella di Santi Apostoli, e credo mai quell'altra.

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    3. Ahahahah a quella di Santi Apostoli passavo davanti quasi tutti i giorni ma non avevo neanche il coraggio di guardarci dentro :)

      Chissà perché lo stesso ragionamento "non valesse" per quelle delle giostre, del Lido o delle località montane? Forse perché a "diluire" la presenza di "brutte frequentazioni" c'erano genitori, nonni e bambini? :)

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