L'incubo ricorrente della nostra adolescenza: la parola ai lettori | Nino Baldan - Il Blog

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29 marzo 2020

L'incubo ricorrente della nostra adolescenza: la parola ai lettori

La vergogna di trovarsi nudi in pubblico: uno degli incubi ricorrenti dell'adolescenza

Ve l'avevo promesso: dopo il post sugli incubi ricorrenti della nostra infanzia, facciamo un passo avanti e parliamo di adolescenza. Da bambini temevamo l'ignoto, pensavamo che ciò che vedevamo nei film potesse succedere davvero... ma dalle medie in poi, quando la fanciullezza stava volgendo al termine, le nostre paure sono state altre; basta con i mostri, con le case infestate, con Crudelia De Mon che dormiva nel lettone.

Perché le medie sono state un periodo di passaggio dal sentirsi bambini al cercare di rincorrere gli adulti, in maniera particolare per il sottoscritto.


Dopo l'asilo e le elementari dalle suore - dove tutto era ormai familiare - venni sballottato in un istituto da tutt'altra parte della città: lì c'erano le medie e le superiori, e tra i nuovi compagni non conoscevo nessuno. Correva il 1994, e il mondo che avevo imparato a conoscere si stava squagliando come neve al sole: era cambiata la musica, era cambiata la cultura, Venezia si stava convertendo al turismo di massa. E io, undicenne senza più punti di riferimento, non mi sentivo più bambino - ma neanche pronto a comportarmi "da grande".

Studenti delle medie fuori scuola
immagine da sestopotere.com

A quel periodo della mia vita ho dedicato uno degli ultimi capitoli del libro "Topolini, Kombattini, Bim Bum Bam".

"C’erano persone più grandi di me anche di otto anni, mi sentivo spaesato e impaurito. Trovai un gruppetto di coetanei che confrontati agli altri sembravano ancora dei bambini, con visi lisci e capelli a scodella. Scoprii che tra di loro si conoscevano già. Provai ad attaccare discorso parlando dei Power Rangers. Non l’avessi mai fatto uno di loro si guardò intorno, preoccupato che qualcuno potesse aver sentito, un altro scoppiò in una grassa risata. “Guardi ancora i Power Rangers?”. Negai categoricamente: avevo ormai compreso che in un ambiente come quello era meglio mostrarsi grandi.

Le mie preoccupazioni erano fondate: la mia infanzia era terminata e spettava a me diventare un giovane, mettendomi alla pari con i miei compagni che queste cose le avevano già capite. Le ricreazioni erano monopolizzate da urletti in stile “uattà” accompagnati da strane coreografie che seguivo con il distacco più assoluto; uno dei miei compagni si avvicinò, e con aria stupita mi chiese “Ma tu non guardi Kenshiro?”
Capii a cosa stava alludendo: al cartone post-apocalittico di Italia 7 con i personaggi che si sfidavano alle arti marziali. E io che fino a poco prima pensavo che l’unico Shiro fosse il compagno di Mila.

Provai a farmi piacere Ken il Guerriero ma non ci riuscii: avevo ancora la fissa dei Power Rangers, dei quali mi ero anche preso il gioco per Game Boy - naturalmente senza dirlo a nessuno. Tuttavia, sentivo che nemmeno quella dimensione infantile mi rappresentava più: ogni volta in cui partiva la sigla, ogni volta che un nemico compiva un’azione stupida, avvertivo la mia intelligenza sempre più insultata, rendendomi conto una volta per tutte di essere di fronte ad un prodotto destinato alle elementari. E se qualcuno mi avesse visto, me ne sarei vergognato."
("Topolini, Kombattini, Bum Bum Bam" - cap. 22: "Power Rangers")


In una fase di incertezza e di paura di non essere come gli altri, il mio incubo ricorrente era di trovarmi per la strada, come tutti i giorni, mentre andavo a scuola, in cartoleria o al negozio di giocattoli. Ma quando tutto sembrava normale, ecco che con la coda dell'occhio mi vedevo specchiato su una vetrina: dalla cinta in giù ero completamente nudo! In mezzo alla gente! E chissà in quanti se n'erano accorti senza farmelo notare! In quel momento mi saliva il panico: avrei dovuto in qualche modo coprirmi, ma non avevo nient'altro che una maglia, che pur tirandola non riusciva a nascondere nulla. Il mio unico pensiero, allora, diventava quello di correre a casa e potermi così nascondere.

Uomo nudo dalla cinta in giù in metropolitana

E a differenza di quello di Crudelia De Mon, più complicato da riassumere nei motori di ricerca, ho investigato su questo sogno non appena ho avuto la prima connessione internet. E ogni sito dava più o meno la stessa interpretazione: sognare di provare imbarazzo per la propria nudità può mostrare dei sentimenti di vulnerabilità, inferiorità e inadeguatezza di chi sogna, rispetto ad una realtà sociale da cui si sente escluso. (fonte: ilsignificatodeisogni.it).

Questo incubo continuò a riaffiorare per tutto il periodo delle medie per poi sparire, improvvisamente, in occasione delle superiori: quando, cioè, superai quel limbo di incertezza tra l'infanzia e l'adolescenza.

E voi? Avete mai fatto sogni simili?
Qual era l'incubo ricorrente della vostra adolescenza?
Ditelo nei commenti!


Nino Baldan


. L'incubo ricorrente sul coronavirus: la parola ai lettori



17 commenti:

  1. Ciao Nino!
    Allora, ricordo bene quel passaggio sui Power Rangers, dal tuo libro, perché io li guardavo ed ero appunto "sbeffeggiato". Il telefilm era considerato un'opera per bambini e non per 11enni-12enni :D (che fa ridere la cosa, perché uno è bambino a 10 anni come a 12, per me).
    Che poi io dicevo: "A me piacciono i robot, li guardo per quello" (in effetti era così :D, tutto sommato).
    Sai che non ricordo affatto cosa sognassi ai tempi delle scuole?
    Quello di rimanere nudo da adolescente mi è capitato..ma credo fosse proprio legato alla voglia della scoperta della sessualità e di farmi scoprire :D

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    1. Ciao Riccardo!
      Che bello trovare in te un "fratello di Power Rangers" :))

      Il problema è che quella serie coincise con quel "limbo" tra la nostra infanzia e la nostra adolescenza... anche se bisogna dire che l'allora Fininvest aveva il "vizio" di "infantilizzare" ogni prodotto con le sue sigle "bambinesche": in tutto il mondo i Power Rangers furono introdotti da un'opening rockeggiante, mentre a noi toccò la canzoncina di Marco Destro (che sembrava destinata alla scuola elementare e che contribuì non poco agli "sfottò" che ci furono rivolti ;))

      Tempo fa ci scrissi anche un post: se non lo hai già visto facci un salto ;)

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    2. Ecco (l'anonimo ero io, con la vecchia email), in effetti sognavo spesso la caduta dei denti, ma questo anche quando avevo 20 anni.

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  2. Io sapevo che il sogno di trovarsi nudi è una questione della sfera sessuale, anche.
    Diciamo il provare sentimenti di imbarazzo e via dicendo, e ci sta per un ragazzino di quell'età.
    Le medie sono state il più bel periodo della mia vita -tanto che presto ne parlerò, in un post che ho in cantiere da almeno due anni!- e quindi forse non ho incubi legati a quella fase... avevo paura del sacro, delle apparizioni di santi&madonne o della fine del mondo...
    Probabilmente avrò sognato qualcosa del genere...

    Moz-

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    1. Sì, Miki, ricordo quando mi dicesti delle medie (e sono curiosissimo di leggere il post per confrontare la tua esperienza con la mia) :)

      Paura del sacro? No, per me che ho frequentato asilo e elementari dalle suore (+ medie e superiori dai preti) la religione con i suoi simboli era qualcosa che permeava le mie giornate :D anzi, un ambiente "di salvezza" dove rifugiarsi dalla paure del mondo esterno :)

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    2. Diciamo che a me ha sempre fatto ribrezzo il crocifisso, o comunque il mostrare il dolore.
      Della religione cattolica, che vorrei fosse lontanissima da me ma comunque siamo tutti figli suoi, purtroppo..., non amo proprio la mortificazione, la paura (o timore, per meglio dire), il tono di voce generale. Insomma non è mai una festa e basta, c'è sempre qualche tragedia dietro.

      Moz-

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    3. La dimensione che tu dipingi (mortificazione, paura, tono di voce ecc) rappresentava la quotidianità della mia infanzia :D

      Ne avevo parlato anche in passato: per me la religione era una faccenda "a punti", e ogni azione che avrei compiuto mi avrebbe "alzato" o "abbassato" in una "classifica" di cui Dio avrebbe tenuto conto, oltre che per un posto in Paradiso, anche per come sarebbe proseguita la mia vita :P

      E per un breve periodo (andavo ancora all'asilo) il mio sogno era quello di diventare un santo come quelli che vedevo sui libri ;)

      Successivamente il mio rapporto con la religione si è "razionalizzato" :)

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  3. Ciao non ricordo incubi che mi abbiano inquietato durante l’adolescenza.
    Incubi ne ho avuti in età più adulta..legati al mondo del lavoro ma durante l’adolescenza proprio no!
    Magari situazioni imbarazzanti quelle si...legate agli ormoni😀

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    1. Ora sono curioso sui tuoi incubi da adulto :D
      Ma non c'è due senza tre: arriverà un terzo post dove parleremo anche di quelli ;)

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  4. Sognavo spesso la caduta dei denti ( dicevano fosse un presagio di sventura ), oppure di non riuscire a camminare.
    I peggiori incubi ricorrenti erano questi due.

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    1. Il sogno di perdere i denti lo feci anch'io, ma una volta sola...ero anche andato a cercarmi il significato, e non era molto diverso da quello della nudità: vuol dire "essere disarmato", essendo i denti la nostra primordiale arma di difesa.
      Quello di non camminare non mi è mai capitato, ma penso sia assimilabile agli altri due...
      Evidentemente anche per te l'adolescenza è stato un periodo di dubbi e insicurezze verso la "nuova realtà" che ti aspettava...

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  5. Credo che tutti abbiamo passato lo schock del passaggio dalle elementari alle medie...
    Io iniziai le medie pochi giorni dopo 11 settembre 2001 in clima di paura e angoscia collettiva simile a questo...

    È vero con l'inizio delle medie si entra in un'altra dimensione...

    Solo pochi mesi prima potevo gustarmi con i miei compagni Pokémon, Dragon Ball, Mila e Shiro ecc., arrivato alle medie all'improvviso i cartoni animati diventavano cose da piccoli... Non tanto serie come DragonBall, ma in 2/3^ media parlare di cartoni come Pokémon era assolutamente considerato bambinesco!
    I nuovi argomenti non erano più i cartoni animati ma le ragazze, i motori, i videoclip musicali di mtv, i vestiti di marca...

    Nonostante tutto però ricordo con affetto quel periodo perché la mia vita era sempre all'insegna della semplicità, ingenuità e spensieratezza.

    Di cosa avevo paura? Più che paura direi che soffrivo dei tipici complessi dei primi anni adolescenziali.

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    1. Ciao A.J. e grazie per aver condiviso la tua esperienza!

      Eh sì...dalle elementari alle medie "cambiava tutto": dal modo di porsi a quello di parlare, di interagire, di socializzare...

      Ti faccio una domanda: anche tu come me avevi cambiato zona, istituto e compagni? Perché ho l'impressione che sia stato questo - in buona parte - l'elemento scatenante di questo "shock"... Ci siamo passati quasi tutti, tranne Moz che al contrario ricorda le medie come un periodo felice (e del quale sono curiosissimo di leggere il post :)).

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    2. Io abito in un comune molto piccolo dove c'è solo una scuola media... Per cui seppur in classi diverse continuavo a frequentare i miei ex-compagni di classe delle elementari oltre alle nuove conoscenze. La scuola media invece era letteralmente dietro casa 😂😂 quindi niente più scuolabus come alle elementari...

      Il mio "schock" deriva più che altro dai cambiamenti inevitabili di quel periodo...

      Ricordo distintamente la preoccupazione per il grande cambiamento che sarebbe avvenuto.

      Le medie ci venivano raccontate dalle maestre delle elementari come più impegnative e professionali.

      La ricreazione passava dai 30 minuti delle elementari ai 10 delle medie.

      Gli insegnanti cambiavano onorifico da maestra a prof , il che li conferiva un'autorità maggiore.

      Quando entrava un prof. Ci si doveva alzare.

      Ma soprattutto c'era il concreto rischio di essere bocciati! In 1^ media questa preoccupazione mi pervadeva... Per fortuna il tasso di bocciati era bassissimo ma io ne avevo una paura folle!

      Il mio prof di lettere, storia e geografia era un insegnante poliedrico: ex sergente del esercito esperto in carrarmati, esperto di computer, esperto di musica e apparecchiature musicali, infine giornalista. Un vero sergente di ferro!!

      Per fortuna però ci sono state anche tante cose positive perché mai come in quel periodo i miei interessi culturali si sono allargati.


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    3. Capisco: quindi furono i crismi di "ufficialità" dell'ambiente-medio a farci sentire "fuori posto" :) (e lo testimoni tu, che non hai avuto lo "shock" di cambiare zona, istituto e compagni).

      Anch'io alle medie ebbi ottimi docenti, in particolare quello di lettere, capace di risvegliare l'interesse anche dell'alunno più svogliato. Non fu tanto la scuola in sé a crearmi disagio, quanto l'ambiente, completamente diverso da quello a cui ero abituato: in quinta elementare c'erano ancora le mamme e i papà fuori dall'istituto, le canzoncine, i pennarelli, i ritagli... poi, a distanza di qualche mese, nulla di tutto ciò :D

      E d'un tratto, quello che prima era "normale" diventava "bambinesco", "infantile" e meritevole di sfottò. Quindi...che fare? Chi ascoltare?...

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  6. Caro Nino, di incubi particolari non ne ricordo, forse perché alcuni sogni anche brutti ricorrenti non mi hanno mai abnandonato e non so di preciso quando siano sorti in me. Ecco, sognare di essere pre strada senza scarpe, a piedi nudi o in ciabatte, è un sogno che mi càpita spesso, ma più che un incubo è un sogno che vivo come un fastidio, come una rottura di scatole 😂E lo favevo,penso, anche da ragazzino. Purtroppo, direi proprio purtroppo, i brutti sogni, angoscianti, ho iniziato a farli da adulto, per tutta una serie di eventi personali e diciamo famigliari. Ma comunque ci si convive dai 😉

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    1. Incuriosito dal tuo sogno ho fatto una ricerca :) viene interpretato a metà tra l'essere nudi e il perdere i denti, ovvero "trovarsi privi di un mezzo che permetta di superare gli ostacoli della vita".

      Attualmente ho un altro incubo ricorrente, ma credo sia legato al lockdown (e a tutti i programmi di approfondimento che mi guardo :))
      In pratica, mi trovo per la strada coperto con guanti e mascherina mentre vado a fare le spese...e mi trovo in pieno Carnevale, con gruppi di turisti che SE NE FREGANO delle restrizioni, delle distanze di sicurezza e di qualsiasi protezione. XD
      Allora mi incavolo, urlo, dico in tutte le lingue che non è permesso, ma loro non mi ascoltano e continuano a parlare tra loro, ad ammassarsi, a sedersi sui gradini XD
      L'ultima volta sono stato perfino fermato e PERQUISITO dalla polizia mentre intorno c'era il degheio più assoluto, con spagnoli che suonavano la chitarra, cantavano e ballavano in piena Erbaria :D

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