''Can you feel the love tonight'': ''Il re leone'' e la dance anni '90 | Nino Baldan - Il Blog

22 aprile 2020

''Can you feel the love tonight'': ''Il re leone'' e la dance anni '90

Simba e Nala da ''Il re leone'' su uno sfondo olografico da copertina dance anni '90

Dopo aver analizzato il passato e il presente della multinazionale con le orecchie, torniamo a parlare de "Il re leone", l'ultimo film di animazione Disney che ebbi modo di vedere nel 1994. Avevo 11 anni, e com'era successo già con "La sirenetta", "La bella e la bestia" e "Aladdin", mi trovavo al Cinema San Marco di Mestre: ogni volta che veniva lanciato un "classico", mio padre insisteva per portare me e mio fratello proprio lì.
"C'è il surround - ripeteva - e un film Disney non merita di essere visto in una sala piccola con l'audio mono".

Così, ogni anno ci sorbivamo una lunga trasferta a bordo di un autobus.

A dir la verità, quel cinema non distava dal Centro Storico più di venti minuti, ma due bambini veneziani non abituati a muoversi vedevano quel viaggio come un vero calvario: in piedi, tra mille fermate, con gente che entrava e usciva... Non era come il bus che ci portava a Fiera di Primiero (TN). Senza dimenticare lo scenario mestrino - fatto di palazzoni, traffico e cemento - completamente diverso dalle calli e dai campielli che vedevamo ogni giorno.

Il vecchio cinema San Marco in Viale San Marco a Mestre
immagine da nuovavenezia.gelocal.it

La sala era enorme, l'audio perfetto... ma a conti fatti il gioco non valeva la candela: avrei addirittura saltato la visione pur di evitare quel viaggio. Mio fratello, poi, soffriva anche di mal d'auto; si rincasava stanchi, con il buio, con la sensazione di aver fatto un volo intercontinentale quando alla fine non ci eravamo nemmeno mossi dal Comune.

L'anno successivo arrivò "Pocahontas", ma ormai frequentavo le medie e i miei interessi si erano già spostatil'unico ricordo che ebbi di quel film risale a quando andai con i miei compagni al Ritz di San Zulian per vedere "Vacanze di Natale 1995". Prima della proiezione partì il trailer, e i tamarri che occupavano la galleria apostrofarono la principessa con degli epiteti che non credo sia opportuno ripetere.

L'ex cinema Ritz a Venezia in zona San Zulian
Il ristorante che ha preso il posto del Cinema Ritz a Venezia

Abbandonata la Disney, iniziai a incuriosirmi di musica: in quel periodo la dance novantina stava vivendo la sua prima wave e ne rimasi immediatamente colpito: sia per il sapore "adulto" che per la sua melodia, del tutto assente in quella house che non riuscivo a farmi piacere. Un pomeriggio mi capitò alla radio un brano dance che mi sembrava di conoscere; dopo un'analisi più approfondita ecco l'illuminazione: si trattava di un remix dalla colonna sonora de "Il re leone": l'ultimo film Disney che ero andato a vedere.


Il pezzo originale (vincitore di un Oscar nel 1995 come "miglior canzone") si intitolava "Can you feel the love tonight", con testo di Tim Rice e musica di Elton John.
In Italia venne tradotto come "L'amore è nell'aria stasera".

Elton John - Can You feel the love tonight (1995)

Quel remix fu per me come un passaggio di consegne dall'infanzia all'adolescenza: lo registrai su cassetta e lo riversai su una compilation che ho cercato e ricercato per anni... chissà dove sarà finita, in quale custodia, e soprattutto se il tempo, il salso e l'umidità non l'abbiano comunque resa inservibile.

Fatto sta che la versione dance di "Can you feel the love tonight" che ascoltavo da ragazzino non l'ho più trovata. A meno che la memoria non faccia brutti scherzi, ricordo chiaramente un synth - non presente né nella cover di Alan Jones né in quella delle Harajuku. Cantava un uomo? Cantava una donna? Quasi sicuramente la voce era femminile, ma mancava il controcanto che si sente in entrambi i pezzi.


Can you feel the love tonight - Alan Jones (1994)

Can you feel the love tonight - Harajuku (1995)

Qualcuno sa delucidarmi? Ne esiste una terza versione? O era semplicemente un re-remix dei pezzi precedenti?

Per concludere, qualche mese fa mi trovavo a Mestre, proprio in quel Viale San Marco dove andavo da bambino a vedere i film Disney.
Quel cinema non c'è più: è diventato un supermarket.

Ll'ex cinema di Viale San Marco, attualmente un supermercato Cadoro
immagine da google street view

Nino Baldan


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9 commenti:

  1. Ah il Cinema S.Marco non esiste più? Ci sono stato anch'io qualche volta... La cover dance di Can you feel the love tonigh invece mi mancava

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    1. La sua chiusura risale addirittura al 2006: l'ultima proiezione fu "Crash" con Matt Dillon e Sandra Bullock. :(
      E frequentando poco la terraferma, neanch'io lo sapevo :(

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  2. La prima è megliore, la seconda troppo catuzza ma più coinvolgente... Comunque due bei remix. Purtroppo non posso aiutarti sulla eventuale terza versione...
    Che hanno deto a Pocahontas? già immagino: ecco porcahontas, chi è 'sta zo**ola neg*a? e cose bellissime tamarrissime di questo tipo *___*

    Moz-

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    1. Non andarono sul razzismo, ma l'epiteto da te riportato lo dissero insieme a tanti, tantissimi altri :D

      Tra tutti ne ricordo alcuni - in veneziano stretto - che si riferivano sia alla bocca che all'organo femminile accostati all'aggettivo "onta" (che qui ha il significato di "unta" o, per estensione, "sporca") :P

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  3. Oh, unfortunately, the movie theater you are watching Lion King has now been replaced by a supermarket ... I watched the Lion King movie three times in the cinema because I love the technique. The song that Elton John sang 'Can you feek the love tonight' is also very beautiful.

    Even the song I still use for my cellphone ringtone.

    Greetings from Indonesia, Nino Baldan

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    1. Hi Himawan Sant and welcome!! :)

      Unfortunately this is the fate of cinemas in every corner of the world: transformed into multiplexes or even closed...

      The song was beautiful and I still remember it, although on my smartphones I always set the "default" ringtone :D
      Am I too lazy? Maybe :D

      Greetings from Venice (Italy) :)

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  4. Sai, Nino, credo che noi veneziani doc viviamo una piccola/grande contraddizione, per così dire, cioè la nostra città è un'Isola (non proprio, ma più o meno) e però è, o per meglio dire, sarebbe non una appendìce della città principale, ma LA città principale, il capoluogo della regione, addirittura. Per spiegarmi meglio, Ischia, Capri,ecc. sono isole meravigliose e di tutto rispetto, ma in qualche modo fanno capo alla loro metropoli di riferimento, cioè Napoli. Napoli è la loro terraferma, ecco. Mestre è la nostra terraferma, ma siamo noi la città storica e più importante, invece 😊Pertanto capisco la sensazione di andare fuori da Venezia per vedere un film, come straniante, specie per un bambino, in quegli anni. Io in realtà ho sempre frequentato Mestre, i miei nonni materni vivevano lì, mio papà ci lavorava, ho tuttora il dentista a Mestre, e talvolta ho frequentato i cinema mestrini. pensa che il film Crash da te citato lo vidi proprio a Mestre, ma non al San Marco, bensì al Corso (forse lo davano su più sale). Il San Marco l'ho vissuto solo una volta, pochi anni prima della chiusura, nel 2004. Del tutto casualmente, un pomeriggio, passeggiando in centro, a Mestre, vidi i cartelloni del film L'Alba dei morti viventi (remake di Zombi), e avendo trovato l'orario e la sala, decisi di andare a vederlo, trovandomi già in città. Aspettai che venisse l'ora, passeggiando qua e là, e con buon anticipo entrai nel cinema per lo spettacolo serale (Credo iniziasse verso le 21.30). Un po'il film horror un po' la sala semivuota, beh, crearono l'atmosfera giusta per vivere con quel brivido piacevole la serata Ahahahahah! Dietro a me, di qualche fila, c'era un gruppetto di ragazzi più giovani di me, veneziani in trasferta (lo capii dai loro discorsi prima dell'inizio), che resero anche grotteschi certi momentI, perché facevano battute su alcune scene 😁Poi anche il ritorno fu vissuto da me in una sorta di mood particolare, col viale San Marco deserto, e il bus che riportava me e uno di quei fiòi (non so gli altri se avessero altri impegni a Mestre) verso la laguna, viaggiando nel buio...

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    1. No, io a Mestre ci andavo di rado: avevo gli zii in Via Roma (credo) ma ogni volta che mia madre parlava di andare a trovarli puntavo i piedi a terra e facevo i capricci :D

      Da Veneziano ero in qualche modo "privilegiato": la realtà che per milioni di altri bambini era "normale" per me corrispondeva ad un incubo fatto di palazzoni, traffico e rumori: ne ho parlato anche nel libro, ma non ti dico di più per non rovinarti la sorpresa :P

      P.S.: La contraddizione relativa a Venezia è vera, e per me è riconducibile alla presenza dell'acqua: altre città si sono "espanse" attorno al loro centro storico, divenendo metropoli. Qui invece...di spazio per costruire non ce n'era... e la "metropoli" è stata creata ex-novo in Terraferma, relegando Venezia a "parco turistico" di Mestre. :(
      Ce ne sarebbero di discorsi da fare...

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    2. Giustissimo, Venezia aveva e ha dei limiti spaziali che ne hanno anche determinato l'evoluzione. Io da bambino, soprattutto, trascorrevo molte ore in macchina, perché mio papà amava fare gite a Treviso, sul Montello ecc., e anche passare le vacanze in Toscana. Le molte ore in auto a volte mi stessavano parecchio, e alla fine il tornare a ritmi più umani e lenti, tipici della laguna, mi riportava alla vita 😊

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