''Nowhere land": l'omaggio della dance anni '90 a ''La storia infinita'' | Nino Baldan - Il Blog

25 febbraio 2020

''Nowhere land": l'omaggio della dance anni '90 a ''La storia infinita''

''Nowhere land'' dei Club House feat Carl: ''La storia infinita'' nella dance anni 90

Correva il 1995, esattamente 25 anni fa, ed eravamo nel pieno boom della italo dance.
Frequentavo le medie, quello strano periodo della mia vita che ho descritto nel libro "Topolini, Kombattini, Bim Bum Bam": l'infanzia si era definitivamente conclusa e tutto ciò che mi si presentava era nuovo, "adulto" e in qualche modo spaventoso.


Nei negozi era appena apparsa "Danceteria 9", compilation che presentava in copertina un orologio fuso in stile Dalì: a passarmene una copia, rigorosamente in audiocassetta, fu un ragazzo che si era appena iscritto nel mio istituto. Mi trovavo in seconda, e l'arrivo del nuovo alunno aveva creato non poco scompiglio: a differenza degli altri lui si mostrava "ribelle", rispondeva ai professori, frequentava le discoteche.
Mi ero già procurato "Danceteria 8" per la curiosità di "sentire cosa ascoltavano gli altri", finché ho inserito nel mangiacassette la nuova edizione. La quarta traccia era "Nowhere land" dei Club House feat. Carl, e subito riaffiorarono i miei ricordi; più di preciso "La Storia infinita", film del 1984 che avrò visto almeno una decina di volte.

Non parlo del pezzo di Moroder affidato a Limahl, ma di "Bastian's happy flight", un brano dalla colonna sonora che chiunque abbia vissuto negli anni '80 non può non ricordare.


Klaus Doldinger - Bastian's happy flight (1984)

"Nowhere land" prendeva la composizione di Klaus Doldinger, la declinava a 152 bpm (un ritmo quasi Eurobeat) e la adattava al decennio in corso. Fu un successo.

Club House feat Carl - Nowhere Land (1994)

Il videoclip era incentrato sulla realtà virtuale - moda scaturita nel 1992 dal film "Il Tagliaerbe" - e anticipava tutti i visori VR (tra i quali quello per Playstation 4) che sarebbero usciti venti, venticinque anni più tardi.

''Nowhere land'' dei Club House feat Carl: ''La storia infinita'' nella dance anni 90
immagine da eurogamer.it

Il cantante Carl Fanini fu ospite di varie trasmissioni, tra le quali non posso non citare "Non è la Rai".



L'audiocassetta fu ascoltata e riascoltata fino alla sua quasi-smagnetizzazione: da un lato mi sentivo "sicuro" di essere "aggiornato" al nuovo mondo a cui dovevo appartenere, dall'altro mantenevo un aggancio "di sicurezza" con la mia infanzia e con le melodie che l'hanno accompagnata. Cosa che non potei dire per l'hip hop e la house music, generi che percepivo come "estranei" e ai quali non ho mai dato attenzione.

La "dance anni '90" era diventato il mio genere preferito.

Il carattere "ribelle" del ragazzo che mi fornì la cassetta ci portò spesso a litigare, ma poi ci trovavamo sempre, durante la ricreazione, a condividere una rosetta cotto-asiago mentre ci spartivamo le cuffiette del Walkman: più di qualcuno ci aveva definiti "Red e Toby nemiciamici".

Poi le medie finirono e ci perdemmo di vista. Solo qualche giorno fa mi hanno riferito della sua prematura scomparsa, a soli 37 anni; e ogni volta che sentirò questa canzone penserò a chi me l'ha fatta conoscere. Ciao Checco.

Nino Baldan


Leggi anche:

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6 commenti:

  1. I Club House era un progetto dance già attivo negli anni '80 (ne ho trovato traccia su vecchissime compilation) ma con Nowhere Land fecero proprio il botto, era un gran bella versione!

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    1. Anch'io li ho ritrovati in vecchie compilation, ma vista la differenza di stile, fino a due/tre anni fa ero convinto fossero due progetti diversi :O :D

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    2. Mah, a volte usavano lo stesso nome per generi poi diversi..non so se ti ricordi i Cappella :D

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    3. Certo che li ricordo! :) il loro nome faceva ridere tutti, rientrando a tutti gli effetti in quel mood "adulto" che ha caratterizzato il mio periodo delle medie :)

      Il loro pezzo che ricordo di più è "Move it up", contenuto in "Danceteria 8"... gran bel brano :)

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  2. Ricordo bene anch'io questo pezzo del 1995, l'anno in cui molte produzioni andavano a 150 bpm.
    Un altro bel rifacimento del brano di Klaus Doldinger che apprezzo e ascolto sempre volentieri è "Kai Tracid - Life is too short", pezzo trance del 2001.

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    1. Cosa mi hai fatto tornare in mente, Alessio!!! :O
      Ti giuro che non me la ricordavo più... e pensare che fu proprio QUESTA versione, 19 anni fa, a rievocare i miei ricordi dell'altra :) se non sbaglio "Life is too short" l'avevo in una compilation di cui non possedevo neanche il libretto con i titoli :D

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