Jet McQuack e la sua insopportabile voce italiana | Nino Baldan - Il Blog

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20 luglio 2018

Jet McQuack e la sua insopportabile voce italiana

Jet McQuack, il pilota personale di Paperone in Ducktales

Anche voi non avete mai potuto sopportare la voce eccessivamente "stralunata" del pellicano antropomorfo al servizio di Paperon de'Paperoni? Vi siete mai chiesti se anche nella versione originale si fosse espresso così?

Sono qui oggi per esporvi ed analizzare una spinosa questione che mi attanaglia fin dalla più tenera età. Sto parlando di “Ducktales”, la serie originale del 1987 incentrata sulle avventure di Paperon de’Paperoni, che già dalle prime puntate aveva un qualcosa che mi innervosiva, che “non quadrava”. Qualcosa che faceva cadere l’incredulità, e sebbene fossi ancora stato un bambino, insultava non poco la mia intelligenza


Si trattava della voce di Jet McQuack, pilota personale di Paperone: forzatamente sciocca, imbranata, assolutamente poco credibile e fuori luogo anche per un cartone animato incentrato sull’avventura, essendo l’opera più o meno dichiaratamente ispirata alle strisce di Carl Barks.

Ogni volta che si trattava di tesori, di affari o quando i protagonisti si trovavano in pericolo, ecco arrivare il pellicano antropomorfo, per sminuire e far sprofondare nel ridicolo anche la più seria delle situazioni, incastrando la serie in una fascia forzatamente vicina a quella della prima infanzia.

Eccone un classico esempio:


Certo, il personaggio in sé non brillava per intelligenza, ma il modo in cui Jet McQuack si esprimeva mi dava già all’epoca il dubbio di trovarmi di fronte ad un “Albero azzurro” o a un programma di filastrocche, quando in realtà così non fosse.
Anzi: in origine “Ducktales” era un cartone godibile anche da una platea adulta, ma del cui giudizio mi vergognavo parecchio, e proprio a causa di QUEL particolare.
Che avrebbero pensato mamma e papà di loro figlio, intento a guardare un pellicano antropomorfo che per di più sembrava rivolgersi a bambini con problemi di apprendimento?
“Oooh signor de’Paperoniiii”? Quello che gli anglosassoni chiamano “overacting”.

Miki Capuano in un suo post aveva addirittura ipotizzato l’omosessualità del personaggio. Chissà se questa mia inconscia “avversione” per Jet McQuack fosse quindi da ricondurre alla mia profonda educazione cattolica.
Come l’ambiguo Michael Jackson e la blasfema Madonna che, se possibile, cercavo sempre di evitare.

Madonna e Michael Jackson
immagine da mirror.co.uk

Ma fu solo nel 2013, acquistando “Ducktales: remastered” - remake dello storico titolo Capcom per Nes e Game Boy - che mi si presentó l’illuminazione. Il gioco era accompagnato dalle vere voci dei doppiatori originali.

E indovinate? Jet McQuack non parlava così. Per niente.

''Ducktales Remastered'' del 2013
immagine da multiplayer.it

Anzi: la sua voce era seria e impostata.
Terence “Terry” McGovern, giá doppiatore di numerosi personaggi dell’Impero nello “Star Wars” del 1977, cercò di sottolineare il suo ruolo di pilota, creando un simpaticissimo contrasto con gli errori e le disattenzioni che commetteva.

Nel reboot del 2017, il doppiatore venne cambiato per accentuare ancor di più il fattore marzialeBeck Bennett portò Launchpad McQuack - questo il suo nome originale - a parlare ancor più come il protagonista di un film d’azione. 


E’ quindi chiaro come i continui cambi di tono e la voce marcatamente distratta fossero stati un’invenzione tutta italiana, atta evidentemente a “sdrammatizzare” la serie, inquadrandola ancor più in una fascia infantile. Il tutto grazie all’inserimento forzato inserimento di una macchietta, di un personaggio stucchevolmente “cartoonesco” al posto della preesistente parodia del pilota. 

Sono d’accordo agli adattamenti per avvicinare le opere ai diversi paesi di destinazione ...ma quando vengono applicate delle sommarie modifiche che stravolgono l’idea originale...no.

Il doppiatore Carlo Reali, voce di Jet McQuack in Ducktales
Immagine da ge-agency.com

Per la cronaca, Jet McQuack era doppiato in italiano dal padovano Carlo Reali, già voce di Orazio in “Il principe e il povero” (e successivamente del pagliaccio It nella miniserie omonima del 1990). Non è chiaro se questa sua interpretazione sia stata farina del suo sacco oppure, con più probabilità, proveniente da una decisione esterna, alla quale il doppiatore non avrebbe potuto sottrarsi.
Ho trovato in rete alcuni video relativi ad altri suoi lavori. 


E ciò mi fa propendere maggiormente per la seconda ipotesi.

(Articolo originariamente pubblicato sul blog "Il bazar di Riky", attualmente chiuso.
Riccardo Giannini lo potete trovare a bordo del suo nuovo sito, "Il Bazar del Calcio"!)

Nino Baldan


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6 commenti:

  1. Grazie di cuore per il tuo guest post, più avanti so già come contraccambiare :)

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  2. C'ero già, corro a finire di leggere^^

    Moz-

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  3. Ciao Nino
    avevo commentato tempo fa un tuo post da Moz, dove parlava delle infanzie e dell'asilo ed ero passata poi da te a congratularmi per il tuo libro ... in merito a Jet McQuack ho risposto sul Bazar dal caro Riccardo; però sono un po' triste, ti avevo lasciato un commento e mi ero iscritta ai tuoi foll ... nemmeno un salutino ... :,((( Comunque la mia opinione su di te non cambia, mi è piaciuto quello che hai scritto ... però un salutinoooooo :D

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    1. Ciao Stefania, innanzitutto grazie per il tuo apprezzamento e per il tuo supporto! Per seconda cosa mi scuso per non averti risposto...purtroppo a causa del lavoro il tempo da dedicare al Blog è quello che è :( e spesso per scrivere nuovi post mi perdo di rispondere ai commenti...
      Spero di essere perdonato :D

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    2. Ovvio che ti perdono ma scherzi?? :D ti leggo con piacere anche se commento poco, comunque tranquillo ... magari quando potrai vieni a salutarmi. Ciao e grazie :)

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