Il mio viaggio a Nova Veneza, la Venezia brasiliana | Nino Baldan - Il Blog

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3 dicembre 2014

Il mio viaggio a Nova Veneza, la Venezia brasiliana

Immagine della gondola di Nova Veneza

Forse non tutti sapranno che anche il Brasile ha la sua Venezia, Nova Veneza per l'esattezza, sorta nel 1891 nello Stato di Santa Catarina, dove vivono tuttora i discendenti degli emigranti veneti.

La sua fondazione avvenne per mano di Michele Napoli, impresario siciliano proveniente dagli Stati Uniti e direttore della compagnia di colonizzazione. Già a gennaio furono costruite strade e aperta una segheria, successivamente arrivarono 400 famiglie italiane, tra le quali segnalo Bartolomeo Dal Moro, primo europeo a stabilirsi ufficialmente nella città, venne finalmente inaugurata il 28 ottobre, con l'arrivo di altre 500 famiglie provenienti principalmente dalla province di Bergamo, Belluno e Venezia.

La mia visita alla cittadina di Nova Veneza risale al novembre 2010, durante il mio primo viaggio alla scoperta delle terre colonizzate dai nostri emigranti che ancor oggi parlano il taliàn, koinè linguistica dei vari dialetti del nordest. A darmi il benvenuto è un doppio arco, sulla quale sommità capeggia il leone alato di San Marco, dove manca però la bandiera della Serenissima, sostituita dal tricolore, che per la popolazione di origine veneta è tuttora visto bonariamente come simbolo patrio ("semo taliàni e  parlemo taliàn").

Doppio arco all'ingresso della città

Mi avvio verso Piazza Humberto Bortoluzzi centrale, dove è stato realizzato un piccolo lago artificiale sul quale galleggia una vera gondola veneziana, restaurata da Gianfranco "Crea" Vianello e donata dalla città lagunare alla comunità brasiliana nel 2006.

La gondola nel laghetto

L'evento ha visto coinvolti tra gli altri l'allora presidente della provincia Davide Zoggia e l'ex vicesindaco Michele Vianello, come testimonia una targa presente nelle vicinanze, e un articolo pubblicato anche su "La Nuova Venezia".

Targa Brasile - Italia

Un'altra targa arricchisce l'opera, con un'iscrizione molto significativa in lingua latina.

Targa in latino a fianco della gondola

Esiste, appesa ad un cartello, anche un'esaustiva descrizione bilingue relativa alla tipica imbarcazione lagunare.

Scheda informativa sulla gondola

Purtroppo al mio arrivo la gondola si trovava coperta per essere protetta dalle intemperie che in pochi anni l'avevano già significamente danneggiata.

La gondola in Piazza Bortoluzzi

Recentemente il laghetto è stato equipaggiato con una tettoia protettiva, e l'imbarcazione ha subito un secondo restauro nei primi mesi del 2014, che l'hanno riportata ad antico splendore.

La gondola di Nova Veneza senza copertura
immagine da engeplus.com.br

La gondola rappresenta la principale attrazione della città di Nova Veneza, in quanto rappresenta l'unico esemplare originale del Sud America, e viene spesso utilizzata per fotografie e rievocazioni storiche. Un'altra particolarità presente a pochi metri di distanza è la Chiesa di San Marco, la cui costruzione venne ordinata dal parroco Miguel Giacca, che giunse dall'Italia nel 1909 e che vi rimase fino all'anno della sua morte, il 1945.

Facciata della chiesa dedicata a San Marco

Il leone alato sopra l'ingresso giunse da Parigi già nel 1895, portato dal commerciante di Florianopolis Joāo Bonfante de Maria.

Ingresso della chiesa dedicata a San Marco

Il campanile a tre campane fu terminato nel 1931, e reca all'esterno un orologio fabbricato a Torino.

Chiesa di San Marco tra le palme

Ecco invece l'interno della chiesa, al momento della mia visita.

Interno della chiesa dedicata a San Marco

Ecco infine la targa recante le indicazioni relative al restauro della chiesa, eseguito nel 1979.

Targa all'interno della chiesa di San Marco

Al momento della mia visita, avvenuta di domenica, tutte le strade erano desolatamente deserte e gli esercizi commerciali chiusi, in un'usanza brasiliana di dedicare l'ultimo giorno della settimana (o il primo, secondo la loro denominazione) esclusivamente alla famiglia.
Nonostante tutto riuscii a trovare un piccolo bar con le serrande alzate; quando, una volta entrato, iniziai a comunicare con il barista con il mio portoghese maccheronico condito da un non indifferente accento veneto, questo mi chiese stupito da dove venissi: non sono molti i turisti stranieri in visita alla città.

Allora, pieno di orgoglio dissi di essere di Venezia, strappandogli un sorriso che sicuramente proveniva da storie, aneddoti e chissà quante leggende ha sentito raccontare nel corso degli anni della sua vita.

Nino Baldan

Grazie all'amico Davide di venicegondola.com che in quest'articolo ha citato questo post!



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